Switch Language

il futuro era ora!

Il progetto Il futuro era ora! porta tre classi della scuola elementare Lombardo Radice in una società del futuro, costruita da loro stessi, dai loro desideri e ideali. Attraverso laboratori creativi guidati da artisti ed educatori, i bambini e le bambine di questa scuola multietnica saranno veri e propri cittadini costituenti

Il progetto Il futuro era ora! propone agli alunni della scuola elementare Lombardo Radice di via Paravia 83 di entrare in una macchina del tempo e ritrovarsi istantaneamente in una società del futuro in qualità di cittadini e cittadine costituenti. Attraverso laboratori creativi, i bambini sono guidati da artisti ed educatori a sperimentare, raccontare e rappresentare la loro società ideale.

La scuola di Paravia è un luogo emblematico per il contesto milanese e per quello italiano. Riconosciuta come “la scuola con la più alta densità di allievi extracomunitari d’Italia”, via Paravia 83 rappresenta il cambiamento demografico del paese, ma anche la progressiva segregazione in atto in alcune zone della città di cittadini di origine straniera. Mentre l’immigrazione è un fenomeno proprio di un mondo che procede per sviluppo economico disuguale, è interessante chiedersi quali siano i valori che queste nuove comunità introducono in Italia.

Gli alunni che frequentano questa scuola sono in qualche modo la rappresentazione dei cittadini del futuro. L’esplorazione di nuove identità e relazioni sociali è volto a definire una realtà più complessa e a identificarne “nuove carte costituzionali”. Il loro viaggio nel tempo si concluderà con l’invio di alcune videocassette dal futuro, video messaggi che ci racconteranno intorno a quali questioni non si torna indietro, e un libro abecedario sulla gestualità del futuro, che sarà sviluppato durante un campo estivo all’interno di cascina l’ultima settimana di luglio 2016.

Progetto di:
Cohabitation Strategies e Landscape Choreography
Prodotto da:
mare culturale urbano e Associazione genitori Calasanzio (Concilia Milano)
Equipe di progetto:
Cohabitation Strategies (artisti), Landscape Choreography (artisti), Gaia Giani (fotografa), Serpica Naro (collettivo sarte), Sara Leghissa (performer), Erasmus Scherjon (designer), KaiZen (collettivo scrittori), Antonio Mainenti (musicista/interaction design), Paco Capaldi (video maker).
Numero di classi coinvolte:
3°B, 4°A, 4°B della scuola elementare Lombardo Radice
Numero di alunni coinvolti:
52

Il Parlamento di Paravia – Il futuro era ora! 21 ottobre 2015 – 4 marzo 2016

Introduzione
Fin dai primi momenti di interazione con la scuola abbiamo trovato piena disponibilità da parte del personale scolastico e soprattutto una calorosa accoglienza dei bambini che si sono immediatamente immedesimati nell’idea di costruire un futuro migliore e dei genitori che ci hanno aiutato a concludere il progetto, nonostante i ripetuti ostacoli posti da parte della attuale direzione (vedi lettera aperta).
Il progetto si è svolto il mercoledì mattina a scuola con i bambini e le insegnanti, mentre un giovedì al mese ci siamo incontrati con i genitori, sempre a scuola.
Il mercoledì mattina iniziavamo con un ritrovo nella astronave madre al primo piano della scuola. L’astronave è un allestimento realizzato da Cohabitation Strategies, Landscape Choreography e Erasmus Scherjon (designer), ed è servito come ambientazione, luogo delle riunioni assembleari con i bambini e piattaforma di lavoro e gioco.
Noi, esseri venuti dal futuro, avevamo potuto, con i nostri strumenti evoluti, individuare i bambini di Paravia, in particolare della 3B, 4A e 4B, arrivare nel presente e invitarli a fare un viaggio nel futuro per scoprire una società equa e inclusiva da ricostruire nel mondo contemporaneo. Gli incontri erano fatti di assemblee plenarie o di lavori in piccoli gruppi, per abituare i bambini a prendere decisioni e lavorare insieme ma soprattutto per cominciare a comprendere come creare degli organi di governo rappresentativi della società in costruzione.
Il viaggio iniziava con una preparazione di movimenti del futuro che ci avrebbero permesso di intraprendere l’avventura. Una volta passati nella dimensione futura ci dedicavamo alle attività proposte da ciascun modulo.
Emanuele raggiunge lentamente i bambini al piano di sotto e comincia una partitura fisica che i bambini imitano ridendo molto. Alcuni di loro sono imbarazzati e un po’ stupiti dall’approccio. In linea di massima si forma un cerchio numeroso molto stretto, mentre altri restano ai margini e li identifichiamo come i “personaggi”. Emanuele spiega che loro sono stati selezionati tra tanti per andare nel futuro e poi comincia a scegliere due bambini alla volta, indicandoli le scale per salire. Scoppia fortemente in loro il desiderio di scoprire cosa c’è di sopra e cominciano a strattonarsi per essere i primi (Note di Maddalena Fragnito, Landscape Choreography).

Moduli
Il progetto è stato organizzato in 4 moduli della durata di un mese ca. ciascuno.
Modulo 1 (28 ottobre – 25 novembre 2015)
Il Modulo 1 si è concentrato sull’esplorazione delle diverse individualità che compongono il mondo e l’universo e il diritto di potersi esprimerle in piena libertà. La creazione di costumi ha avuto queste funzioni specifiche per invitare i bambini a creare qualcosa di unico che li corrispondesse nel carattere e nel modo di essere. Per motivi di tempo non è stato possibile fabbricare 52 costumi. I bambini hanno lavorato divisi in quattro gruppi che hanno discusso, ideato e prodotto, ciascuno, quattro costumi ispirandosi alle forme base del futuro: il cerchio, il quadrato, il triangolo e il rombo. I costumi sono stati concepiti e realizzati dai bambini sotto la guida di Serpica Naro (designer di moda).
Modulo 2 (2-16 dicembre 2015)
Il Modulo 2 si è occupato di scoprire le gestualità, i rituali e i modi di essere del futuro attraverso atelier di danza e movimento condotti da Landscape Choreography, in collaborazione con Sara Leghissa (performer). Durante gli atelier di danza i bambini imparavano a prendere confidenza con il proprio corpo, a relazionarsi con gli altri andando oltre le barriere culturali attuali, ad adottare dei codici di comunicazione non imposti e prestabiliti ma a partire dalle loro dinamiche di interazione. Attraverso la ripetizione di questi codici si generavano dei rituali e quindi un senso di appartenenza a un gruppo che condivide gli stessi valori, un nuovo tipo di cittadinanza. Parallelamente Antonio Mainenti (musicista/ interaction design) ha ideato dei dispositivi sonori che potessero stimolare nei bambini la curiosità per nuove tecnologie e facilitare l’immedesimazione in mondi futuri.
La prima cosa è come ci si saluta qui nel futuro, allora si mostra a tutti come si fa. Il gesto viene subito ripreso dai bambini che cominciano a provarlo tra di loro e con noi ripetutamente. Appena cade l’attenzione, Emanuele chiama al centro dell’Astronave un bambino e gli chiede di posare le mani sulle sue, e di far toccare i piedi restando in equilibrio. Il gesto si chiude con un segreto detto all’orecchio del bambino. Questo diventa un modo per significare un patto, viene usato quando ci sono degli eccessi o delle difficoltà di relazione con i bambini: vieni al centro, facciamo un patto (Note di Maddalena Fragnito, Landscape Choreography).
Modulo 3 (13 gennaio – 3 febbraio 2016)
Il Modulo 3 si è occupato di cominciare a descrivere la società futura principalmente attraverso i suoi organi decisionali. I cittadini di una società futura hanno bisogno prima di tutto di trovare il modo per prendere delle decisioni insieme. Questo obiettivo si è raggiunto in tre tappe: l’appartenenza a uno dei quattro gruppi indispensabili a creare il futuro (costruttori, sognatori, curatori, furiosi e curatori) che rafforzasse anche il senso di una identità comune e di collaborazione; la produzione di felpe con i simboli dei quattro gruppi che i bambini hanno cominciato a indossare a ogni incontro; l’ideazione di “stanze della decisione” e la realizzazione delle rispettive sedute che rappresentassero l’identità di ogni gruppo e la propria maniera di prendere decisioni. L’ideazione delle “stanze della decisione” e la costruzione delle sedute è stata condotta da Landscape Choreography in collaborazione con Erasmus Scherjon (designer).
Ognuno dei quattro gruppi è indispensabile perché è incaricato di occuparsi di un tema particolare riguardante la realizzazione di una società futura. Da questo tema dipende anche la costruzione della “stanza delle decisioni” che deve essere funzionale alla discussione del tema specifico di cui ogni gruppo si occupa. Infatti:
– i costruttori ragionano sull’abitare, la casa del futuro, e costruiscono il luogo di discussione che è una sedia gigante che possa ospitare tutti con i pianeti.
– sognatori ragionano sul viaggio, come si viaggia nel futuro, e costruiscono il luogo di discussione che è una sedia sulle nuvole.
– i furiosi ragionano sulla scuola, come si impara nel futuro, e costruiscono il luogo di discussione che è una sedia veloce, alimentata dal fuoco e rotelle.
– i curatori ragionano sull’alimentazione, come ci si nel futuro, e costruiscono il luogo di discussione che è una sedia non stabile e che cerca sempre l’equilibrio.
Modulo 4 (10 febbraio – 4 marzo 2016)
Una volta definito lo spazio in cui pensare insieme, il Modulo 4 si è occupato di stendere una carta dei principi che dessero forma alla nuova società. Questi principi dovevano essere prima di tutto una conquista per i bambini perché attraverso la conquista si fa una esperienza e si apprende. Per fare comprendere questo concetto siamo partiti dal principio che nell’universo esiste sempre un equilibrio: se c’è il positivo c’è anche il negativo. Dunque se esiste il futuro che ci proietta verso una dimensione di ottimismo, costruzione, trasformazione, esiste anche il non-futuro che ci proietta più verso la distruzione, l’annullamento dei sogni e dell’immaginario. I nostri desideri di un futuro migliore dovevano essere strappati al non-futuro combattendolo con la forza dell’immaginazione. Il non-futuro in sostanza rappresenta tutto ciò che ci impedisce di realizzare i nostri sogni. E le parole sono di grande supporto perché sono magiche e quando si pronunciano e si scrivono hanno il potere di materializzarsi. Abbiamo quindi formulato prima di tutto delle parole che hanno rivelato il bisogno di apertura, uguaglianza, solidarietà, libertà, ecc. Con quelle parole abbiamo costruito delle frasi, dei piccoli racconti della società ideale, che insieme costituiscono la costituzione del futuro. È avvenuto tramite vari giochi e in particolare tramite un quiz finale in cui i bambini hanno scelto e votato le frasi migliori. Il modulo è stato condotto da Cohabitation Strategies in collaborazione con KaiZen (collettivo scrittori).

Merende filosofiche
Gli incontri con i genitori, che abbiamo chiamato “Merende Filosofiche”, in collaborazione con il Laboratorio di Quartiere, avevano per obiettivo l’aggiornamento sul progetto Parlamento di Paravia – Il futuro era ora!, ma anche l’intento di iniziare un dialogo con loro, per capire quali erano le loro relazioni con la scuola e con il quartiere e per rafforzare questo legame eventualmente attraverso iniziative proposte da loro stessi. Per questo motivo a ogni riunione invitavamo anche le altre associazioni attive a scuola e in quartiere come Itama (che si occupa di insegnare italiano alle mamme), le bibliotecarie (due pensionate che hanno iniziato a dare in prestito libri una volta a settimana ai bambini della scuola), Mamme a scuola (progetto con le mamme straniere presso la scuola Cadorna), il Centro Micene, SOS Bambini (onlus che offre vari servizi ai genitori e ai loro figli). L’idea condivisa da noi e dalle associazioni invitate era quella di far diventare la scuola, con la collaborazione dei genitori e degli insegnanti, un presidio di quartiere aperto a tutti dove far circolare idee, scambiare conoscenze, far incontrare persone che siano interessate a far crescere la scuola e diventare un bene comune per costruire una società inclusiva e equa a livello di quartiere. Tutto ciò si è sviluppato in sintonia con Scuole Aperte, progetto del Comune di Milano, che purtroppo presso l’Istituto Comprensivo Calasanzio (ex scuola Lombardo Radice) di via Paravia sta naufragando a causa della poco lungimiranza della direzione attuale (vedi lettera aperta).

Analisi degli obiettivi e risultati raggiunti
Obiettivo 1: Il progetto si propone di far emergere le diverse soggettività dei bambini, le loro molteplici esperienze e culture come una risorsa non solo per il futuro dell’Istituto Comprensivo Calasanzio (ex scuola Lombardo Radice) di via Paravia ma anche per il futuro di una società Italiana sempre più diversificata e che per ora sembra mancare degli strumenti necessari per rinnovarsi.
Tutto il progetto e in particolare i quattro moduli avevano per obiettivo il far emergere le singole individualità dei bambini, i loro caratteri diversi (più esuberanti, più timidi, più vivaci, più tranquilli, ecc.), la loro cultura. Il fatto di proiettare in una dimensione futura ha dato la possibilità a tutti i bambini di sentirsi accettati perché co-creatori di un mondo a loro immagine e somiglianza.
Obiettivo 2: I laboratori introducono nel programma scolastico attività come il cucito, la scrittura creativa, il disegno, il movimento e la danza per avvicinare i bambini a pratiche creative che normalmente non fanno parte del curriculum scolastico ma che contribuiscono a completare la formazione del bambino e a svilupparne ulteriormente l’immaginazione.
Per realizzare il progetto abbiamo utilizzato molte tecniche artistiche che non vengono praticate a scuola e che non fanno parte del curriculum scolastico: disegno di modelli per costumi, danza e improvvisazione, disegno e costruzione di oggetti di design, scrittura creativa, giochi di gruppo, discussioni collettive, scoperta del suono attraverso dispositivi tecnologici. Tutte queste attività sono state funzionali al compimento delle varie fasi del progetto e hanno permesso ai bambini di apprendere e mettere in pratica nuove conoscenze, di stimolare ulteriormente la loro capacità di immaginazione proprio perché confrontati con delle tecniche mai apprese prima. Le attività sono state coordinate in modo tale per cui tutti i bambini hanno potuto partecipare attivamente e sentirsi protagonisti.
Obiettivo 3: I temi suggeriti dai moduli vengono trattati in chiave positiva per condividere conoscenze e trovare nuovi modelli di coesistenza.
Obiettivo 4: Il progetto intende sviluppare nei bambini maggiore fiducia in se stessi e valorizzare la diversità del loro background culturale.
Il racconto/filo conduttore che ha dato coerenza a tutte le fasi del progetto e i temi sviluppati durante i moduli per supportare il racconto principale hanno dato la possibilità ad ogni bambino di trovare un proprio ruolo, di costruire un proprio personaggio e di far emergere anche qualità inespresse, di approfondire le relazioni con gli altri (soprattutto le altre classi) e di confrontarsi e coesistere con le differenze sociali e culturali esistenti. Si è creato inoltre un clima di collaborazione non solo tra bambini, ma anche tra insegnanti e artisti e genitori e artisti per arrivare al compimento del progetto.
Obiettivo 5: Il progetto intende coinvolgere i genitori nello sviluppo del Parlamento e includerli in particolare nell’evento finale di restituzione del progetto, in modo da non creare una distanza tra l’esperienza dei bambini a scuola e la vita in famiglia e soprattutto per fare in modo che ciò che avviene a scuola venga condiviso da genitori e bambini.
Uno degli obiettivi degli incontri – Merende filosofiche – coni genitori era quello di coinvolgerli a essere iniziatori di attività a scuola in orario extra-curriculare e tra le altre di lavorare assieme per preparare la performance finale. Questo non è avvenuto per le ripetute restrizioni imposte dalla direzione che ha reso impossibile gli incontri con i genitori e prendere accordi con gli insegnanti. Queste disposizioni hanno avuto un effetto non solo su di noi (vedi lettera aperta) ma anche su tutto il personale scolastico e le altre associazioni presenti a scuola inasprendo il clima di armonia e lo spirito di collaborazione che si era creato.

“Cartoline dal futuro”
All conclusione di ogni modulo abbiamo girato un video – la “cartolina dal futuro” – che sintetizzava le informazioni e le esperienze fatte dai bambini da trasmettere a chi era rimasto nel presente. I quattro video costituiscono un polittico del processo vissuto dai bambini, che testimonia il viaggio intrapreso insieme. I quattro video dovevano essere parte di una performance finale che prevedeva la partecipazione dei bambini interessati, delle insegnanti, di tutti gli altri studenti della scuola, dei genitori. Nonostante questo evento fosse stato approvato dal consiglio di istituto a inizio anno, è stato ostacolato dalla direzione e quindi non ha avuto luogo.