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letture e libri a mare

Le attività dedicate all’editoria si arricchiscono di alcuni appuntamenti con la casa editrice Einaudi a cura di BookCatering, la libreria che non ti aspetti.
Info e prenotazioni, patrizia@bookcatering.it

Inoltre sono in programma nuovi aperitivi letterari con autori e autrici che il mercoledì sera alle ore 19.00 incontreranno il pubblico. Gli appuntamenti saranno realizzati in collaborazione con Librieletture.com, che ha anche allestito una libreria da bar nello spazio di mare birre e cucina.

Programma di BookCatering a mare 

☞ sabato 28 ottobre, ore 19.30
Alessandro Bertante
, scrittore e critico, e Paolo Zublena, docente di Linguistica Italiana all’Università Bicocca di Milano, presentano
Ipotesi di una sconfitta, Einaudi ed. di Giorgio Falco

Lo sgretolamento di un Paese incarnato nel corpo e nella vita di un uomo. Inserendosi in una grande tradizione letteraria che va da Volponi a Ottieri a Bianciardi, Giorgio Falco scrive un magnifico romanzo sul lavoro, che da narrazione epica diventa cronaca del fallimento.

Da bambino Giorgio Falco amava la divisa da autista degli autobus, che il padre indossava ogni giorno per andare al lavoro, tanto che a Carnevale voleva vestirsi come lui, anziché da Zorro, chissà se per emularlo o demolirlo.Questo romanzo autobiografico non può che cominciare cosí, con la storia del padre: solo raccontando l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale, come salvezza, Falco ne può testimoniare il graduale disfacimento, attraverso le proprie innumerevoli esperienze professionali, cominciate durante il liceo per pagarsi una vacanza mai fatta. Operaio stagionale in una fabbrica di spillette che raffigurano cantanti pop, il papa e Gesú, per 5 lire al pezzo. Venditore della scopa di saggina nera jugoslava, mentre in Jugoslavia imperversava la guerra. Aspirante imprenditore di un’agenzia che organizza «eventi deprimenti per le élite». Redattore di finte lettere di risposta ai reclami dei clienti. Una lunga catena di lavori iniziati e persi, che lo conduce alla scelta radicale di mantenersi con le scommesse sportive. È la fine, o solo l’inizio. Perché questa è anche la storia – intima, chirurgica, persino comica – di un lento apprendistato per diventare scrittore. E di come possa vivere un uomo incapace di adattarsi.
«Mi sentivo convalescente, ma non ero deluso dal lavoro. Soffrivo, dall’età di diciassette anni, di una nevrosi politica ed economica, piú che individuale». 


☞ sabato 25 novembre, ore 19.30

Christian Raimo presenta Tutti banchi sono uguali, Einaudi ed.
Christian Raimo è insegnante e giornalista di Internazionale. Un dibattito pubblico e aperto perchè occorre recuperare la centralità della scuola: di fronte alla crisi delle altre agenzie educative è rimasta il luogo dove esercitare l’uguaglianza. Uguaglianza che è il baluardo capace di resistere alle ideologie individualiste e all’elogio della competizione.

“Dare di più a chi parte con meno”
A partire da questa frase di Don Milani cominceremo con Christian Raimo, insegnante e giornalista, la riflessione sullo stato della scuola italiana.
Una scuola che, ad esempio, in pochi anni ha raccolto la sfida dell’inclusione di studenti migranti – che da poche migliaia sono diventati 850mila – ma è ancora una scuola diseguale.
Una scuola che riproduce in aula le disuguaglianze sociali e rafforza e conferma la divisione classista della società: i figli dei genitori senza titolo di studio proseguono gli studi oltre l’obbligo scolastico nel 44% dei casi, contro il 99% dei figli di genitori laureati (Isfol 1999). Dispersione scolastica, tante ore passate a casa e aumento delle ore di ripetizioni extrascolastiche (private) sono i 3 sintomi di una scuola che non è attenta al recupero.
Meritocrazia. Competizione. Valutazione. Queste tre parole occupano completamente il dibattito attorno alla scuola pubblica. Ma una scuola che non riesce a contrastare le disuguaglianze sociali quale merito promuove? Cosa c’entrano “l’eccellenza” e la “meritocrazia” (termine derivato dall’impresa neoliberista) con una scuola che punta al voto, alla performance, che lascia indietro chi parte svantaggiato? Tra i rischi di una scuola completamente orientata al mondo del lavoro, alla “valorizzazione del capitale umano” c’è proprio la legittimazione del classismo a scuola. E cos’è l’alternanza scuola-lavoro presso alcune multinazionali (come da accordi siglati con il Miur) se non un’educazione alla precarietà e allo sfruttamento?


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