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senza peli sulla lingua

senza peli sulla lingua – women’s workshop
t-shirt and textiles embroidered with what we bluntly think 👅❌👅❌👅❌👅❌👅❌ 👅
↪ handmade in Milan by a women’s workshop 💪🏿💪🏾💪🏽💪🏼💪🏻💪🏿💪🏾💪🏽💪🏼💪🏻💪🏿💪🏾💪🏽💪🏼💪🏻💪🏿💪🏾
↪ no sweat wear and 100% cotton 👁 👁 👁
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Dentro a una classe di italiano per mamme migranti, il collettivo Landscape Choreography (Maddalena Fragnito ed Emanuele Braga) comincia una serie di incontri di discussione sul rapporto tra lavoro, lavoro di cura e non lavoro. Da lì, nasce l’idea di dare vita tutt* insieme a una sartoria che, a partire da frasi emerse durante le chiacchiere, crei linee di abbigliamento definite dalle parole che veicola.
Questo percorso si chiama: senza peli sulla lingua women’s workshop.

vieni a conoscerci a Radical Soundscape | 22-23 settembre | Via Bernardo Zamagna, Milano

Chi siamo:
Niroshini, Uthpala, Howaida, Nadia, Noura
and Bahijam, Ebtesam, Siloja, Evelyn, Ghalia, Seynabou, Soumaia, Sumya, Doaa, Habe, Nagwa, Agham, Hanaa, Engie, Madda, Victoria, Haijba, Ahlam e Ana

Guarda le foto di Gaia Suelo Giani sulla nostra sartoria qui

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Radical Soundscape è un titolo che avevamo definito circa un anno prima di cominciare un progetto all’interno del Quadrilatero di San Siro, con una ventina di donne migranti, all’interno delle classi della Scuola Primaria Cadorna in via Dolci a Milano (sede di Mamme a Scuola). Il nome stava a indicare l’intenzione generale di dare voce, in varie forme, alle donne che vedevamo abitare quel complesso di edilizia popolare degli anni ’30, correndo tra vie sgarrupate per accompagnare figli e figlie a scuola, per fare spesa ai mercati e per gestire l’economia domestica attraverso difficili traduzioni linguistiche. Fin dall’inizio, l’idea era di provare a liberare del tempo dal lavoro di cura molto pesante che questa comunità affronta quotidianamente, per creare spazi di incontro, di discorso e di auto-formazione, potenzialmente in grado di immaginare piccole soluzioni a grossi ostacoli come quelli della lingua, della ricerca di un lavoro, del disagio dell’abitare e dei difficili rapporti di genere. Il progetto necessitava quindi, per una sua definizione, l’incontro diretto con le protagoniste. “In questo quartiere mancano spazi per donne disegnati da donne!” è la prima frase che ha segnato il nostro incontro.
“Vogliamo lavorare ma, se da una parte lo facciamo già (n.d.a. lavoro di cura), dall’altra, quando lo cerchiamo, non c’è o non ci assumono per provenienza e costume”, la seconda.
Le tematiche erano già lì, pronte per essere sviscerate senza peli sulla lingua, imagine che è poi diventata simbolo di questo percorso.
Durante gli incontri, due volte a settima, decidiamo quindi di unire due aspetti che ci sembrano importanti, il primo è quello di fare discorso intorno a queste tematiche, andando principalmente ad articolare il rapporto tra lavoro, lavoro di cura e non lavoro, il secondo, è quello di provare ad inventarsi un “mestiere” fatto da un gruppo di donne, dentro uno spazio disegnato da donne.
Nasce così l’idea di una sartoria/stamperia che, a partire da frasi emerse durante le chiacchiere, sperimenta diverse tecniche di stampa su tessuto, dalla serigrafia al ricamo, dallo stencil al cucito, per creare una linea di abbigliamento definita dalle parole che veicola. Questo percorso lo chiamiamo: senza peli sulla lingua women’s workshop.
Il gruppo incomincia a desiderare uno spazio dove pensare a una prima produzione, dove immaginare insieme la governance del progetto e la sua organizzazione interna, dove capire quale possa essere la rete di auto produzioni cittadina con cui collaborare. Viene così accolta con entusiasmo l’offerta di una stanza da parte di mare culturale urbano dove cominciare a costruire questa inedita sartoria.
Nel momento in cui scriviamo queste parole, stiamo allestendo questa stanza all’interno del complesso Cenni di Cambiamento in via G. Gabetti 15. Da qui in avanti, diamo il benvenuto a chiunque volesse entrare nel progetto per fornire materiali, tessuti, magliette, macchine da cucito, formazione, diffusione o quant’altro! (scrivere a maddalena.fragnito@maremilano.org).

Il 22 e 23 settembre 2017, davanti all’ex Omni di via Zamagna, un’installazione restituirà il percorso fatto, ospitando l’apertura dello showroom senza peli sulla lingua, il concerto di Gnučči, un dibattito, una cena collettiva e una performance a cura di Anna Raimondo.


radical soundscape
a cura di Landscape Choreography
con l’artista Anna Raimondo
e la fotografa Gaia Suelo Giani

in collaborazione con
Mamme a Scuola, Tutti Insieme, Mapping San Siro e ShareRadio
prodotto da
mare culturale urbano e Fondazione Cariplo
all’interno del progetto 64 Decibel


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