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Stand up poetry con Pierpaolo Capovilla a mare

Per celebrare la poesia e le rivoluzioni di Andrea Chénier, l’opera che apre la stagione lirica 2017/18 del Teatro alla Scala, il progetto PrimaDiffusa di Comune di Milano e Edison presenta Stand Up Poetry: una serie di 8 incontri di poesia, curati da Guido Catalano, diffusi in città e realizzati con il sostegno di Eventi e Trenta e Via Audio.

sabato 9 dicembre 2017 – Pierpaolo Capovilla,  voce de Il Teatro degli Orrori presenta il reading poetico Eresia Socialista / Eresia dell’Amore (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
accompagnamento musicale Gionata Mirai, chitarrista de Il Teatro degli Orrori.

A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, Pierpaolo Capovilla, una delle più belle e disarmanti voci della scena della musica indipendente italiana (Il Teatro degli Orrori, One Dimensional Man Official), interpreta alcuni dei più emblematici scritti del Poeta della Rivoluzione, Vladímir Vladímirovic Majakóvskij.

Prima Diffusa, un progetto Prima diffusa raccoglie in un unico palinsesto tantissimi appuntamenti, un ricco calendario di eventi, concerti, spettacoli, mostre, proiezioni, conferenze, laboratori gratuiti che tra fine novembre e metà dicembre 2017 animeranno tutte le zone della città, in occasione della prima del Teatro alla Scala. www.edison.it/it/prima-diffusa

Mi sono avvicinato a Majakovskij e ai lirici russi del novecento soltanto qualche anno fa. Come sempre mi accade, alle cose più belle e importanti ci arrivo con grande ritardo. Ma tant’è, fu una scoperta cruciale. Qualcosa di irrinunciabile si era proposto al mio percorso culturale e al mio cuore, arricchendo a dismisura il primo e spezzando in due il secondo.
Persino la mia passione politica, egualitaria e socialista, assopitasi negli anni come appassisce un fiore in autunno, si risvegliò all’improvviso e, tenace, non mi ha più abbandonato.
Majakovskij infatti, e con lui molti suoi contemporanei (uno su tutti, Esenin), risvegliarono in me il giovane ragazzo comunista che fu, ma questa volta, grazie all’età, non più ragazzo, ma cinquantenne pensieroso, con qualche esperienza alle spalle, ed ancora e finalmente combattivo.
Fu il nostro mai abbastanza compianto Carmelo Bene a venirmi in aiuto. Quando per la prima volta ammirai il suo “Quattro Diversi Modi di Morire in Versi” ne restai a tal punto affascinato, rapito, innamorato, che decisi di cimentarmi, anch’io, perché no, con l’enunciazione poetica. All’inizio non fu che un gioco. In albergo, dopo i concerti, non vedevo l’ora di rintanarmi in camera, eccitato da quella grottesca adrenalina proveniente da un palcoscenico rock, e leggere, leggere a voce alta, i versi di questo poeta immenso. Ogni volta era una scoperta. Mi guardavo allo specchio chiedendomi: sono davvero uscite dalla mia bocca queste parole così vere, così definitive? E perché? Perché il portiere mi chiama e mi dice di smetterla?
Compresi che la poesia, tutta la vera e grande poesia, pretende l’enunciazione, ‘a piena voce’, per dirla con lo stesso Majakovskij: pretende di essere liberata dalla prigionia del piombo dell’inchiostro che la costringe nella pagina scritta. Pretende d’essere, come un Cristo umiliato e crocifisso, resuscitata, nel qui e ora. Vuole vivere, perché è stanca della morte. E viva, cercare ancora la vita. Non importa quali ostacoli, quali pericoli, quali e quanti decenni o secoli dovrà superare. Essa vuole arrivare, da qualche parte, vuole giungere. Ai posteri. Non come un reperto o un relitto, una nostalgia o un rammarico, una malinconia o un rimorso, ma come verità e speranza, amore, lotta, come organismo vivo fra i vivi e per i vivi. Affinché possano vivere davvero. Pierpaolo Capovilla

Pierpaolo Capovilla, classe 1968, è un musicista ed autore della scena indipendente italiana. Cantante e bassista di uno dei gruppi seminali degli anni ’90, gli One Dimensional Man, con questi suona una serie sterminata di concerti in Italia e in Europa, e pubblica 5 album destinati a lasciare il segno nella storia del rock italiano più radicale e intransigente.
Nel 2005 fonda il gruppo Il Teatro degli Orrori, con cui si cimenta nelle sonorità a lui consuete, questa volta però cantando in italiano. Oggi Il Teatro degli Orrori è diventata una delle band più note ed apprezzate dalla critica e dal pubblico in Italia.
Il mai celato amore per la poesia lo spinge a cimentarsi in reading letterari dei suoi lirici più amati, da Majakovskij a Esenin, da Pier Paolo Pasolini ad Antonio Delfini, fino al recente progetto meta-teatrale, “Interiezioni”, su testi di Antonin Artaud e Carmelo Bene.
Nell’ opera di Capovilla sono certamente distinguibili la sua devozione per la tradizione del rock più sanguigno di matrice americana, l’affezione per la poesia e la drammaturgia russe, ma anche la passione civile e l’attaccamento ai valori democratici, sempre ribaditi nei concerti e negli incontri pubblici.


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