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DIECI per 100: cento anni di ricerca UNIMI raccontati da dieci oggetti-simbolo

oggetto#7: carota di sale
a cura di Università degli studi di Milano
talk

16 Aprile 2024

ore 18:30

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Dieci oggetti “narranti” per raccontare i primi cento anni dell’Università degli Studi di Milano. Questo è il senso del progetto “DIECI per 100: cento anni di ricerca UNIMI raccontati da dieci oggetti-simbolo” che è stato inaugurato in settembre nell’Aula Magna di Via Festa del Perdono 7 a Milano, e che prosegue con il settimo appuntamento.

OGGETTO 7: CAROTA DI SALE DEL MAR MEDITERRANEO

Chi ha chiuso lo stretto di Gibilterra? Con questo apparentemente bizzarro interrogativo si apre il settimo incontro del progetto, che vede come protagonista una carota di sale proveniente da un campionamento dei fondali marini del Mediterraneo.

Circa 5 milioni di anni fa, quello che oggi è il Mar Mediterraneo venne isolato dall’Oceano Atlantico e, per l’evaporazione delle acque, si trasformò – per circa mezzo milione di anni – in una enorme salina, che solo la riapertura dello stretto di Gibilterra e l’ingresso dell’acqua dall’Oceano Atlantico riportò alle condizioni attuali.

Lo studio delle successioni geologiche e della natura di rocce, sedimenti e minerali, da catene montuose o fondali marini, permette di ricostruire la storia del nostro pianeta attraverso un lavoro certosino di analisi, confronto e verifica di ipotesi. Uomini e donne determinati e tenaci cercano di carpire i segreti della Terra, raccogliendo campioni di rocce, dalle vette più alte fino agli abissi più profondi. Ci vogliono anni di lavoro e di studio per ricostruire questo appassionante puzzle, con l’aiuto delle tecnologie più avanzate e con lo strumento indispensabile della storia; perché la Terra cambia in continuazione insieme a noi.

Fin dall’antichità andar per mare è sempre stata una delle grandi sfide dell’uomo. Scopriremo quanto poteva essere avventuroso solcare i mari nel Medioevo, tra tempeste e mostri marini, mossi da motivazioni economiche, belliche, religiose o dalla semplice curiosità di vedere oltre l’orizzonte conosciuto.

Per lanciarsi in simili sfide “ci vuole un fisico bestiale”: parleremo perciò anche di sport, dei benefici, ma anche dei rischi che il nostro corpo accetta, spingendosi alle sue estreme possibilità. E di quando la disabilità alza ancora di più l’asticella, portando lo sport paralimpico a sfidare non solo i propri limiti fisici, ma anche convenzioni e pregiudizi.

A coordinare l’incontro Fabrizio Berra, geologo, con i suoi ospiti: Emiliano Cè, docente di Scienze motorie, Rossana Guglielmetti, docente di Letteratura latina medievale e Claudio Arrigoni, giornalista sportivo.

L’evento sarà introdotto da un testo teatrale scritto da Enrico Forte, studente in Lettere moderne, e interpretato dagli attori della compagnia teatrale UNIMI-Arcus.

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