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Romanistan nel cuore

Presentazione del libro e mostra fotografica Romanés di Paolo Poce
modera Paolo Crespi, intervengono Dijana Pavlovic e Paolo Cagna Ninchi
segue esecuzione dell'Orchestra dei piccoli Rom del Conservatorio di Milano
a cura di Musica nell'Aria

07 Aprile 2024

ore 17:00

lettura

“Ieri cantavo i vinti, oggi canto i futuri vincitori: i nomadi, le infinite prinçese, chiunque coltivi
le proprie diversità con dignità e coraggio, attraversando i disagi dell’emarginazione con
l’unico intento di rassomigliare a sé stesso, è già di per sé un vincente”

Fabrizio De André

“Nelle terre dell’Est-Europa ci sono state bande composte da rom ed ebrei, era naturale.
Quando anche nella mia orchestrina dell’esilio sono entrati i musicisti rom, io ho coronato l’utopia di un cammino che è un sogno.”
Moni Ovadia

Sono “figli del vento”, sono zingari.
Non esiste popolo capace di unire quasi tutti, da destra a sinistra, nell’unanime pregiudizio
verso di loro. Eppure nella fantasia comune li vediamo come un popolo fiero e orgoglioso del proprio
vagabondare, come un popolo magico e misterioso. Poi però se una roulotte si ferma nel nostro quartiere ci allarmiamo, o se in metropolitana si avvicina una donna rom, ci allontaniamo e la guardiamo con sospetto. Prevale il mito negativo, sempre. Noi “gagè” (i non zingari), non sappiamo nulla di loro, della loro storia millenaria e della loro antichissima cultura, ci basta il “sentito dire” per dichiararli colpevoli, di furto, di sfruttamento dei bambini, di malavita, di violenze e chi più ne ha più ne metta. Sono il “luogo comune” per eccellenza.

Paolo Poce

Nato a Roma nel 1973. Inizia a fotografare alla fine degli anni ’90, si diploma alla scuola
C.F.P. Riccardo Bauer di Milano, città dove vive e lavora. Si interessa da subito a tematiche
socio-politiche, realizzando con Dropout – officina dell’immagine – casa di produzione di
cui è socio fondatore, diversi documentari. Nello stesso periodo entra in contatto con
Opera Nomadi Milano e realizza insieme a loro documentari sulle comunità sinti e rom
presenti a Milano.”Racav Lavor” 2001 di Marco Carraro, Emiliana Poce, Paolo Poce e
Francesco Scarpelli sul tema del lavoro all’interno dei campi rom milanesi. ”Mi sun
Romanes” 2002 di Paolo Poce e Tiziana Cantarella (premio della critica al festival Sguardi
Altrove) uno spaccato di vita delle comunità rom su testo di Carlo Cuomo. ”Porrajmos”
2005 di Paolo Poce e Francesco Scarpelli documentario sull’olocausto subito dalle
popolazioni rom. Contemporaneamente ha collaborato in qualità di fotogiornalista con
l’agenzia fotografica Emblema pubblicando sulle maggiori testate nazionali e internazionali.
Attualmente si occupa di fotografia di architettura e ritratto.

Tonocontinuo

Tonocontinuo è un progetto editoriale di libri fotografici di nuovi talenti della fotografia. Il nome fa riferimento al processo fotografico dove le gradazioni tonali di un’immagine (chiaro-scuro, luce-ombra…) vengono rappresentate con gradienti continui. Il libro fotografico Il mio Giappone di Alberto Moro ha inaugurato le edizioni; seguono le pubblicazioni: Milano Lockdown, di Mauro Parmesani, Extraordinary Morocco di Elena Masera e Romanés, di Paolo Poce.

Orchestra dei piccoli Rom del Conservatorio di Milano

Il gruppo musicale Daimon nasce all’interno della scuola media Arcadia per dare ad un gruppo di adolescenti del Gratosoglio – territorio difficile, spesso luogo di deprivazione sociale e povertà culturale- uno strumento di formazione ma anche un Daimon, una coscienza, uno spirito guida che li sproni a conseguire un obiettivo, con la speranza che sia sempre più alto.
Del gruppo fanno parte anche giovani violoncellisti e contrabbassisti milanesi, amici  musicisti e ospiti illustri, come professori della Scala.