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 Il ruolo del giornalismo nella narrazione dei conflitti e l’impatto sulla nostra percezione del mondo

talk a cura di Orizzonti Politici

15 Gennaio 2025

ore 19:00

media

Ospiti: Matteo Pucciarelli, Francesco Semprini, Marco Magnano, Laura Battaglia, Barbara Schiavulli

La guerra non è mai soltanto armi contro armi, ma idee contro idee, ed in questo scontro frontale tra visioni di mondi l’utilizzo di simboli, iconografie e narrazioni plasma il senso stesso dei conflitti e di come noi lo percepiamo. Dalla Z sui carri armati russi fino ai video su Tik Tok dell’IDF, la simbologia ci consegna un altro importante terreno di scontro. Abituati al racconto di conflitti lontani dalle nostre case, nel febbraio 2022 ci siamo svegliati con una guerra alle porte dell’Europa che ha fatto riecheggiare i rumori delle guerre del passato, di cui la maggior parte di noi ha sentito parlare a scuola o dai nonni che l’hanno vissuta. D’un tratto la guerra è venuta a bussarci alla porta ed è tornata improvvisamente vicina. Poi è stata la volta della guerra a Gaza, più lontana di quella in Ucraina ma nondimeno capace di accendere l’opinione pubblica in Occidente e di creare subito un impatto rilevante sulla nostra comunità. In questo contesto, ha assunto particolare rilevanza il ruolo degli inviati di guerra, i narratori dei conflitti lontani che, grazie alla loro opera rischiosa (pensiamo ai giornalisti uccisi) hanno tenuto la luce accesa dove si rischiava l’oblio. Informandoci giorno dopo giorno, hanno tenuto vivo il racconto della guerra. Abbiamo visto tuttavia come spesso la narrazione dei conflitti possa essere posta in modo diverso, soprattutto in base alla natura dei nostri media. La divergenza netta che è emersa spesso tra inviati sul campo e notizie generaliste ha scatenato un dibattito sul ruolo del giornalismo in questi teatri. 

Quali sono i principali problemi legati al racconto della guerra? Esiste un vizio nei media mainstream che ricalca i pregiudizi nella nostra società? Quanto è importante e come viene espletato il ruolo del giornalista di guerra? Quanto incide la narrazione delle guerre sulla nostra stessa percezione della realtà e del mondo? 

 

A questa ed altre domande risponderemo in dialogo con gli ospiti di questo talk.

Ingresso gratuito, registrati QUI

Matteo Pucciarelli

Matteo Pucciarelli, nato a Livorno nel 1984, è giornalista presso la Repubblica, dove lavora nella redazione di Milano. Collabora con MicroMega e cura un blog su Micromega.net. Si occupa principalmente di politica italiana e internazionale, con un focus sulle sinistre europee e sui fenomeni populisti. Ha pubblicato diversi saggi, tra cui Gli ultimi mohicani. Una storia di Democrazia Proletaria (2011), L’armata di Grillo. Radiografia del Movimento 5 Stelle (2012), Podemos. La sinistra spagnola oltre la sinistra (2014), Tsipras chi? (2014) e Matteo Salvini. Anatomia di un politico (2016).

Laura Silvia Battaglia

Laura Silvia Battaglia  è una giornalista professionista freelance e documentarista, attiva come reporter in aree di crisi dal 2007. Specializzata in Medio Oriente, con un focus particolare su Iraq e Yemen, ha lavorato come corrispondente da Sana’a per l’agenzia video-giornalistica americano-libanese Transterra Media e collabora con media internazionali quali The Washington Post, Al Jazeera (English & Arabic), TRTWorld, RSI, Al Araby al Jadeed, Index on Censorship, The Fair Observer, Guernica Magazine e The Week India. In Italia collabora stabilmente con quotidiani, televisioni, periodici, network radiofonici e siti web.Ha realizzato dieci documentari, tra cui Yemen, nonostante la guerra, prodotto da Rai Doc, ZDF e AJA, che racconta la vita dei civili yemeniti durante il conflitto. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano i premi Luchetta, Siani, Cutuli, Megalizzi, Anello Debole e Giornalisti del Mediterraneo.

È autrice dell’e-book Lettere da Guantanamo (Il Reportage, 2016/Castelvecchi, 2021) e del graphic novel La sposa yemenita (Becco Giallo, 2017), tradotto in quattro lingue. Inoltre, ha prodotto il documentario Maria Grazia Cutuli. Il prezzo della verità, vincitore del premio Giancarlo Siani nel 2010. 

Dal 2007 insegna giornalismo in istituzioni italiane ed europee, tra cui l’Istituto Reuters dell’Università di Oxford, e dirige il Master in Giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È conduttrice e autrice per Rai Radio 3.

Francesco Semprini

Francesco Semprini, giornalista professionista e inviato internazionale per La Stampa, vive negli Stati Uniti dal 2001. Nato a Roma, si è trasferito a New York per perfezionare gli studi economici e dedicarsi alla copertura di politica e finanza americana. Ha raccontato i principali conflitti e crisi geopolitiche dell’ultimo decennio, inclusi quelli in Iraq, Afghanistan, Siria, Venezuela e Libia. Corrispondente presso le Nazioni Unite, scrive di relazioni diplomatiche e dinamiche internazionali. 

Barbara Schiavulli

Barbara Schiavulli è una corrispondente di guerra e scrittrice che, negli ultimi ventisei anni, ha seguito i fronti caldi di conflitti in Iraq, Afghanistan, Israele, Palestina, Pakistan, Yemen, Sudan, Cile, Haiti e Venezuela. Ha raccontato l’Afghanistan per oltre due decenni, continuando a documentare la realtà del Paese anche dopo l’arrivo dei talebani, con particolare attenzione alla disperazione e al coraggio delle donne.

I suoi articoli sono apparsi su testate come Repubblica, L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, La Stampa e Radio Bullets, una testata giornalistica online di cui è cofondatrice e direttrice, focalizzata su Esteri, diritti umani e inclusività. Collabora inoltre con la BBC e ha lavorato con radio (Radio 24, Radio Rai, Radio Popolare, Radio Svizzera Italiana) e televisioni (Rai, Rai News 24, Sky TG24, LA7, TV Svizzera Italiana).

Ha ricevuto prestigiosi premi, tra cui il Premio Lucchetta, il Premio Antonio Russo, il Premio Maria Grazia Cutuli, il Premio Enzo Baldoni e il Premio Koinè.

Barbara è autrice di numerosi libri, tra cui Le farfalle non muoiono in cielo (2005), Guerra e guerra (2010), La guerra dentro (2013), Bulletproof Diaries. Storie di una reporter di guerra (2016), Quando muoio, lo dico a Dio. Storie di ordinario estremismo (2017) e Burqa Queen, che racconta la lotta e il coraggio di tre donne afghane.

Marco Magnano

Marco Magnano, giornalista professionista, è stato autore e conduttore radiofonico dal 2010 al 2021. Da allora lavora nel settore della cooperazione internazionale. Fino a luglio 2024 ha vissuto in Libano e ora si trova a Damasco. Da ottobre 2023 a dicembre 2024 ha realizzato il podcast quotidiano “Occhi aperti su Gaza”.

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