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ICONOGRAFIEXXI

Un festival su cose che non dovrebbero esistere ma esistono lo stesso, ovvero sullo spirito del tempo presente.

XXI

La Frana

A cura di Mattia Salvia e Lucilla Cerioli

Iconografie è una rivista trimestrale nata per osservare, catalogare e archiviare culture, estetiche ed eccentricità del presente, osservando il mondo di oggi “con gli occhi di uno storico del futuro”. 

IconografieXXI è il suo festival, dedicato a discutere dello spirito del tempo presente e dei momenti chiave in cui questo spirito si manifesta. Il tema di questa prima edizione, “La frana” – espressione ripresa da “Il Secolo breve” dello storico inglese Eric Hobsbawm – è il collasso dell’Occidente e i primi segnali della fine del suo dominio sul mondo.

Insieme a giornalisti, storici e ricercatori, proviamo a raccontare alcuni momenti importanti di questi ultimi due anni e le loro conseguenze di ampio respiro: il crollo dell’Afghanistan che torna in mano ai Talebani dopo 20 anni di guerra, la pandemia di coronavirus, l’assalto trumpista al Campidoglio del 6 gennaio 2021, lo scontro tra populismo e tecnocrazia e quello tra movimento antirazzista globale e suprematismo bianco in ascesa. 

 

Una coproduzione Mare culturale urbano e Iconografiexxi. Media partner è the Submarine, sito di informazione basato a Milano con focus su migrazioni, disuguaglianze ed emergenza ambientale.

24-25-26 settembre 2021

 

PROGRAMMA:

 

Venerdì 24 ore 20.00

Il reale è virtuale, il virtuale è reale

Il XXI secolo ha una caratteristica che salta subito all’occhio: è il secolo dell’unità del mondo. La rivoluzione informatica sta infatti portando alla nascita di una vera, unica cultura globale: oggi anche i Talebani fanno i meme e i Paesi hanno account twitter che scrivono come degli adolescenti su Tumblr. Come raccontare questo casino? Ne parliamo con Valentina Tanni, storica dell’arte e autrice di Memestetica (NERO, 2020), Gabriele Micalizzi, fotoreporter di guerra, e Mattia Salvia, direttore di Iconografie. Modera Viola Stefanello, giornalista (Wired, Rolling Stone, The Submarine)

 

Sabato 25 ore 15.00

Caporetto. L’Afghanistan, la guerra infinita e l’egemonia occidentale

Dopo 20 anni, la “guerra infinita” degli Stati Uniti in Afghanistan si è conclusa in una disfatta: scene che ricordano la caduta di Saigon e il ritorno al potere degli stessi Talebani che erano stati rovesciati nel 2001. Ma la vicenda afghana non è solo questo: è anche la Caporetto dell’ordine globale americano e il primo vero atto di un mondo post-Stati Uniti. Ne parliamo con Cecilia Sala, giornalista (il Foglio e Will Media) e Daniele Ranieri (il Foglio). Modera Martina Cera.

 

Sabato 25 ore 17.00

Movimenti antisistema. Black Lives Matter vs Terrore bianco

Black Lives Matter è il più grande e avanzato movimento antisistema degli ultimi anni, ma la sua ascesa non è avvenuta nel vuoto. È una risposta all’ascesa del suo opposto: il suprematismo bianco, spesso stragista. Insieme testimoniano come le società occidentali, che si percepivano come monolitiche, sono in realtà una campo di battaglia attraversato da spinte che vanno in direzioni opposte; e il loro scontro determinerà il futuro del nuovo antirazzismo contemporaneo tra cooptazione e radicalizzazione. Ne parliamo con Leonardo Bianchi, news editor di VICE e con Nadeesha Uyangoda, autrice di “L’unica persona nera nella stanza” (66thand2nd, 2021)

 

Sabato 25 ore 19.00

Dal 2020. La fine della fine della storia

30 anni fa si parlava della “fine della storia”, oggi invece la percezione comune è che la storia sia ricominciata. Quali sono state le ragioni di tale abbaglio, se è stato un abbaglio? E cosa resta di quel clima culturale? A discuterne Stefano Azzarà, professore di Storia della filosofia all’università di Urbino.

 

Domenica 26 ore 15.00

L’era della pandemia. Come il coronavirus cambierà il mondo

La pandemia non è solo un fatto medico, ma è anche un fatto culturale, sociale e politico: dalle estetiche e i nuovi modi di vita che ha generato ai dibattiti sull’origine del virus, al tema (aperto dalle varianti) del non riuscire a trovare una governance globale efficace per affrontare un problema che è più grande delle politiche degli stati nazionali. Ne parliamo in collegamento con Raffaele Alberto Ventura, filosofo e autore di “Radical Choc. Ascesa e caduta dei competenti”, edito Einaudi). Modera Enrico Pitzianti,  caporedattore de L’indiscreto e giornalista freelance (Esquire, Rolling Stone, Il Foglio)

 

Domenica 26 ore 17.00

Il 6 gennaio di Donald Trump. Populisti vs tecnocrati

Il 6 gennaio di Donald Trump, l’assalto al Campidoglio, è stato un evento che entrerà nei libri di storia come emblema della fine del trumpismo e della sua biforcazione tra riassorbimento di alcune sue istanze nel bidenismo e radicalizzazione di ciò che non può essere assorbito. Proprio per questo, non si può capire il populismo antisistema senza guardare anche il suo opposto: l’evoluzione in senso tecnocratico e di gestione dell’esistenza della democrazia contemporanea. I ribelli trumpisti e i tecnocrati UE, i populisti europei e lo Stato profondo sono complementari e più simili di quanto non si pensi. La loro fusione è ciò che ci aspetta dopo la crisi dell’ordine politico liberale? Ne parliamo con il giornalista ed esperto di nazionalpopulismi Paolo Mossetti e con Luca Misculin, giornalista del Post. Modera Stefano Santangelo, editor di Iconografie

 

Domenica 26 ore 19.00

Italia 2010-2021. Autoritratto di un paese

Com’è cambiato il nostro Paese nell’ultimo decennio, tra i più turbolenti della storia recente e in cui ha vissuto diverse vite dopo la fine della dialettica berlusconismo-antiberlusconismo e che garantiva una sorta di pacificazione nazionale? Proviamo a capirlo con Fabrizio Luisi, professore dello Iulm e autore di “Maghi, guerrieri e guaritori. Gli archetipi della politica italiana” (Mondadori, 2020) e Alice Oliveri, giornalista e autrice tv.

 

 

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